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Press-In anno XI / n. 1990
Messaggero Veneto del 07.08.2019

La protesta dei disabili: pedane del bus non attrezzate

Anche i marciapiedi non sono a norma di legge e manca la segnaletica specifica Il sindaco risponde e annuncia un piano per abbattere le barriere architettoniche.

TAVAGNACCO. La richiesta è molto semplice: rendere accessibili – tramite la specifica segnaletica – le fermate dell’autobus che transita nel comune di Tavagnacco. Perché, in quanto disabili, hanno la necessità, ma soprattutto il diritto, di muoversi in autonomia per raggiungere Udine e i servizi in città. Il problema? Attualmente nessuna delle fermate è attrezzata per l’imbarco di persone con disabilità e i marciapiedi non sono a norma.

«La fermata di via Galilei, a Feletto Umberto, è stata demolita da un veicolo qualche tempo fa: rifarla sarebbe l’occasione per renderla a norma – si legge nella lettera che Walter Toffoli ha inviato all’Associazione tutela del Malato –. Chi scrive è un paraplegico da oltre 50 anni e beneficerebbe senz’altro di un intervento del genere: inoltre garantire un certo numero di fermate nel capoluogo e nelle frazioni del comune sarebbero un concreto segnale di interesse a favore delle persone più svantaggiate».

Giuseppina Piattoni, disabile affetta da grave cardiopatia, per uscire di casa è costretta a utilizzare una sedia a rotelle. «Nessuna fermata della linea 2 è attrezzata per la salita e la discesa delle carrozzine o di deambulatori per cui, soprattutto quando devo recarmi in ospedale per visite mediche, spesso mi vedo costretta a rinunciare all’utilizzo dei mezzi urbani – spiega –. Devo trovare qualcuno che mi accompagni in auto; quando va bene c’è mia figlia ma, quando lei non può, devo pagare una persona che mi aiuti».

Difficoltà che con una linea Saf attrezzata non si creerebbero. «Se proprio non è possibile rendere tutte le fermate a misura di carrozzina, è necessario farlo con quelle principali: ad esempio davanti al Municipio, dove c’è anche la farmacia; in via XXIV Maggio, in via Fermi e in via Galilei».

Le segnalazioni raccolte dall’Associazione tutela del Malato, guidata dalla presidente Anna Agrizzi, sono state inoltrate alla Saf (che ha risposto «La competenza per l’attivazione delle fermate è della Regione che effettua sopralluoghi di verifica sulla sicurezza e idoneità tecnica congiuntamente al Comune e alla Saf”), alla Regione e al Comune di Tavagnacco. «Il tema dell’accessibilità è una priorità, un obiettivo a cui vogliamo trovare soluzione – commenta il sindaco, Moreno Lirutti, annunciando un piano generale di abbattimento delle barriere architettoniche –. Ho già investito della questione l’assessore Morandini, che chiederà un incontro alla Saf: vogliamo capire cosa è possibile fare». A che punto siamo con l’accessibilità a Udine e provincia? Ad oggi sono a misura di disabile, complessivamente, 16 fermate: dell’ospedale Gervasutta, di viale Europa Unita 99 e 116, di via Aquileia 1 e 6, di via Vittorio Veneto 6 e 21, di piazza San Cristoforo 1 e 9, dell’ospedale Santa Maria della Misericordia, di via Pasolini, di viale Volontari della Libertà-Chiesa San Marco, di via San Daniele 60, di via Napoli 27 e di via Agrigento 48, e con quella inaugurata a luglio a Basaldella, sono 17 che coinvolgono le linee 1, 3, 8 e 9, ma Saf sta già lavorando per abbattere le barriere architettoniche anche sulla linea 4.

di Margherita Terasso


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